Terapie troppo efficaci

Da lwiki.

E' da parecchio tempo - vari millenni, sospetto - che ogni tanto salta fuori qualche terapia ritenuta enormemente efficace per una qualche malattia.

Alcune funzionano, alcune no.

Su Internet attualmente si trovano decine o centinaia di metodi "garantiti" per curare le peggiori malattie, e il fatto che non si diffondano viene di solito attribuito ad un complotto da parte delle Case farmaceutiche, per fare quattrini.

L'idea sostanzialmente è che se si scoprisse che, poniamo, il cancro può essere guarito, poniamo, bevendo tisane di menta raccolte a mezzanotte, tutte le Case che campano vendendo medicinali anticancro fallirebbero. Di conseguenza - per non fallire - le Case fanno l'impossibile per screditare la tisana di menta (o l'aloe. O la somatostatina. O la noce moscata. O il voodoo).

La mia opinione è che questa teoria non regga.

1. Si comincia col dire che nessuna Casa farmaceutica vende solo antitumorali, o farmaci contro una sola malattia. Quindi la domanda è: davvero fallirebbero le Case, se gli si togliesse un... quanti percento? di ricavi? Quant'è in percentuale il giro di affari indotto dai chemioterapici (o dai vaccini)? Be', se si va a guardare, è abbastanza poca roba. Le voci più cospicue sono infatti coperte da medicinali per afflizioni croniche. Medicinali che costano poco, ma danno grossi guadagni e soprattutto se ne vendono a pacchi. Una persona su venti fa un ciclo di chemio da ottomila euro nella sua vita. Sembra tanto. Ma mediamente sono quattrocento euro a persona. Una scatola di antibiotici "tranquilli" costa una diecina di euro, una di aspirina ne costa due, una di analgesici sei o sette. Quante scatole di antibiotici, aspirine e analgesici consuma una persona, di nuovo, in tutta la sua vita? Per non parlare di tutto il resto: cardiotonici, antidepressivi (un bel mercatino, quello!), e poi le cosucce tipo Viagra.

E' lo stesso principio per cui la gente ha paura degli aerei. In un aereo muoiono quattrocento persone alla volta, una volta l'anno su tutto il pianeta (finisce sui giornali). In automobile ne muore mezza dozzina solo il week-end nella sola Italia, e di week-end in un anno ce n'e' cinquantadue. La signora con la falce non chiuderebbe bottega se dovesse fare a meno degli aerei; il suo business e' nelle piccole cose.

2. Ammesso che veramente le terapie "facili e alternative" funzionassero, niente impedirebbe alle Case di vendere esse stesse quelle terapie a prezzo più che discreto. Controllate in farmacia - e non farò nomi - quanto costano alcune "cure" alternative. Le Case ricaverebbero meno, certo; ma avrebbero dei costi enormemente inferiori. Sono gli alternativi stessi che decantano i bassi costi di preparazione. Io, che non riconoscerei neppure la pianta della menta, sarei più che lieto di pagare una ventina di euro per una confezione di tisana già pronta da bollire. Andare in campagna a raccoglierla, pulirla, prepararla, dosarla, ecc., mi costerebbe di sicuro di più.

Nel caso di alcune erbe, questo è addirittura vitale - il comune prezzemolo, a basse concentrazioni, è diuretico; a medie concentrazioni è un abortivo; e a concentrazioni appena superiori è un veleno mortale. E la dose letale varia da persona a persona, sicché il dosaggio decisamente non è qualcosa da fare da sé in cucina.

E ho sentito dire che una varietà di cicuta somiglia abbastanza al prezzemolo da trarre in inganno un profano. Non sarebbe simpatico, per volersi fare un decotto, fare invece la fine di Socrate. Quanto vale risparmiarsi un simile rischio? Quello è il prezzo che una Casa potrebbe far pagare per il suo decotto. Di nuovo, il fatto che una persona su cento sia in grado di procurarselo altrettanto efficace a costo zero non influenza il business, che è sugli altri 99 clienti.

Sicché ci sono fior di argomenti per dire che se le Case si buttassero sull'"alternativo" (ammesso che questo funzionasse), avrebbero un fior di mercato. E se ora la gente si fida dei cosiddetti troiai cosiddetti non-funzionanti delle Case più che di quelli del naturopata... ce lo vogliamo immaginare, quanto di più si fiderebbero di un decotto che funzionasse?

3. Diamo per vero tutto quello che si racconta delle più efficaci terapie alternative per malattie "ufficialmente" incurabili. Cosa succederebbe? I vertici delle Case farmaceutiche saprebbero che le terapie alternative funzionano. Non lo potrebbero dire, però lo saprebbero. Dunque, se il capo della XYZ Chemicals si ammala di cancro, com'è (dicono le statistiche) probabile, cosa fa? Si cura con i propri farmaci truffa... con tutti gli orribili effetti collaterali che ciò comporta? Con i farmaci che *lui stesso sa essere una truffa*? E che è: cretino? Ovviamente non lo farà! Dirà di curarsi con i propri farmaci, naturalmente: ma in realtà si curerà con i farmaci alternativi: quelli che sa che funzionano.

E i medici che lo curano, quelli che gli preparano i decotti alternativi, e tutto il resto? Loro cosa c'è nella teiera lo sanno, loro che l'hanno raccolto e preparato. Vedono il loro capo vendere il farmaco XYZ, ma curarsi con la tisana... e lo vedono guarire. Per quanto siano fedeli e fanatici, quando uno di quei medici, o un loro caro parente, si ammalasse - cosa, dicono le statistiche, molto probabile - cosa farà il malato, che ha un parente in una Casa che produce farmaci antitumorali? Starà zitto, o domanderà se ci sono cure, "magari sperimentali"? E i loro parenti hanno anche loro altri parenti, e partner, e amici del cuore. Quando uno di questi, come - dicono le statistiche - è molto probabile succeda, si ammalasse...

Piccolo intermezzo letterario, dai "Promessi Sposi".

Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'amicizia; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto. Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più d'uno: il che forma una catena, di cui nessuno potrebbe trovar la fine. Quando dunque un amico si procura quella consolazione di deporre un segreto nel seno d'un altro, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui. Lo prega, è vero, di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione, chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto, se non a chi sia un amico ugualmente fidato, e imponendogli la stessa condizione. Così, d'amico fidato in amico fidato, il segreto gira e gira per quell'immensa catena, tanto che arriva all'orecchio di colui o di coloro a cui il primo che ha parlato intendeva appunto di non lasciarlo arrivar mai. Avrebbe però ordinariamente a stare un gran pezzo in cammino, se ognuno non avesse che due amici: quello che gli dice, e quello a cui ridice la cosa da tacersi. Ma ci son degli uomini privilegiati che li contano a centinaia; e quando il segreto è venuto a uno di questi uomini, i giri divengon sì rapidi e sì moltiplici, che non è più possibile di seguirne la traccia.

E non so se qualcuno ha visto "The Day After". C'è una scena, quando i caporioni USA vengono a sapere che di lì a poco gli Stati Uniti saranno bombardati, e decidono di tenere tutto segreto per evitare il panico fra la popolazione. Be', cosa succede? Che come nel caso delle terapie segrete, abbiamo gente potente con in mano un'informazione che può salvare la vita. La rivelano solo ai propri strettissimi familiari, facendo loro giurare il segreto più segreto... Rileggiamoci il Manzoni, che era uno che ci vedeva chiaro lontano. Cosa succede? Ovvio: che nel giro di tre ore gli aeroporti di New York, Chicago, Washington, ecc., rigurgitano di gente impazzita di terrore che cerca di salvarsi. Cos'altro ci si aspettava?

Qualsiasi terapia che funzioni, che funzioni bene, che abbia tutte le caratteristiche positive che si sentono decantare, diverrebbe famosissima qualsiasi cosa il Governo o le Case cercassero di fare. Tutt'al più vedremmo serissimi ricercatori urlare a squarciagola che le tisane di menta non fanno un accidenti di niente... e poi correre a casa a farsene una; e ciascuno di noi conoscerebbe almeno una o due persone che sono guarite in modo "naturale".

Stesso discorso vale per le sperimentazioni. Vedremmo un certo numero di sperimentazioni "ufficiali" dalle quali non esce guarito nessuno, insieme a un bel numero di sperimentazioni "non ufficiali", vituperate dagli "ufficiali" e definite farlocche, sbagliate, inattendibili, ecc. -- dalle quali però la gente torna viva: e perfino io che per misurare la VES ho bisogno di una analisi del sangue, beh, io riesco a distinguere un tizio morto da un tizio vivo che cammina, da più di cento metri di distanza: così, al volo. E non mi sbaglio mai.

E' inevitabile: ogni malato guarito diventerebbe una fonte di "contagio" benefico, testimoniando col solo fatto di essere vivo (fatto, ripeto, molto facile da riconoscere) che la cura funziona. Un vecchietto al circolo del tressette, con la diagnosi "cancro" in tasca, la televisione che strilla che solo il farmaco XYZ fa bene, e l'amico Bepi accanto che è guarito "naturalmente" da un carcinoma inoperabile... cosa farà? Si convincerà che Bepi è morto perché lo dice la tivù? O non gli domanderà "Di', Bepi: ma tu, cos'hai preso?". E l'anno dopo (o più probabilmente pochi mesi più tardi) un altro vecchino vedrà Toni e Bepi vivi e vegeti. Quanto ci vorrà perché lo sappia tutto il quartiere?

A meno che le Case farmaceutiche non mandino in giro squadre di killer con l'obiettivo di sterminare tutti coloro che guariscono con le terapie naturali (o almeno di mantenerli sotto una certa percentuale non pericolosa), non vedo come potrebbero fermare il passaparola.


Quindi, facciamo il punto. Mi pare che sia dimostrato a sufficienza che una cura veramente efficace, di sicuro esito, e innocua, non si può tenere segreta. A un bel momento qualcuno presenterebbe un'interrogazione parlamentare (la gente guarita va a votare...), e plotoni di malati guariti si presenterebbero sventolando le loro cartelle mediche. Attenzione: non malati in cerca di una cura, o parenti di malati: proprio ex malati, malati guariti. E non due, tre, o venti: ma cento, mille, diecimila. Da lì in poi, la valanga non si fermerebbe.

Supponiamo invece (si possono fare supposizioni, no?) che per la maggior parte queste terapie non funzionino affatto. Che occasionalmente abbiano buoni risultati, per imprevedibili concorsi di circostanze: ma che, di regola, funzionino poco o niente.

Certo, qualcuno guarisce. Andate a vedere sul Guinness dei Primati: c'è gente che è sopravvissuta cadendo senza paracadute per tremila metri. Tre chilometri di caduta e poi patapunfete!, e non è morta. Se uno volesse sostenere che cadere da un aereo è innocuo, e la storia che "senza, si va incontro a morte certa!" è un mito, mantenuto dalle crudeli multinazionali di fabbricanti di paracadute... be': costui potrebbe trovare un paio di dozzine di casi eclatanti in cui si dimostra che precipitare non fa poi così male.

Corollario: un paio di dozzine di casi non bastano per dimostrare nulla (visto che con un paio di dozzine di casi si può dimostrare che "se uno cade da un aereo a diecimila piedi, non si ammazza", e si può usare come "paracadute alternativo" il semplice fare flap flap con le braccia).

Supponiamo così, pour parler, che queste terapie abbiano occasionalmente gli stessi risultati miracolosi del "Paracadute Alternativo". E che di norma gli utenti del P.A. però facciano SPLAT.

Naturalmente quelli che si salvano giurano che il P.A. funziona (gli altri rimangono zitti. Dopo aver fatto SPLAT!, passa la voglia).

Che comportamento mi aspetterei allora dagli spacciatori di simili terapie (supposte poco funzionanti)? Cosa direbbero, come si regolerebbero? Non tenterebbero di rivoltare la frittata... dicendo che è tutta colpa di qualcun altro (ovviamente dei loro concorrenti)? Di appigliarsi a qualsiasi scusa per giustificare uno per uno tutti i fallimenti? Questo non ci credeva davvero, quest'altro era già stato assassinato dalla chemio, a quello non gli s'è sciolto il sale nel mezzo bicchiere d'acqua, un altro ancora ha usato teiere della forma sbagliata...

Okay. E ora, guardiamoci intorno. Cosa vediamo: il passaparola "ehi-lo-sai-che-questo-funziona!", amici e conoscenti guariti, lettere ai giornali, dozzine di blog di gente che mostra foto e documenti? O lamenti semi-anonimi, scuse pronte quando la cura non funziona, tre o quattro "casi eclatanti" di guarigioni miracolose, accuse di Grandi Complotti e rosicamenti a tutto spiano?